Tra immagini e parole. La matrice visiva nei racconti di Alvaro Valentini

Riferimento: 9788879694728

Editore: Andrea Livi Editore
Autore: Mongardini Sandro
In commercio dal: 30 Aprile 2021
Pagine: 106 p., Libro in brossura
EAN: 9788879694728
14,00 €
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Descrizione

Chi avesse avuto la fortuna di imbattersi, intorno agli anni '50 del Novecento, negli articoli che Alvaro Valentini pubblicò nelle più autorevoli riviste di fotografia («Ferrania», «Popular Photography»...), avrebbe trovato un interlocutore non solo colto e preparatissimo, ma anche molto attento ed interessato alle problematiche della didattica. Valentini iniziò, subito dopo la laurea in lettere nel 1946, ad insegnare prima nelle scuole Medie, poi al Liceo Classico. In alcuni articoli riferisce proprio di attività didattiche svolte in classe da sé ed anche da altri durante le quali si affrontavano testi classici, o anche poesie dell'Ottocento, chiedendo ai ragazzi di approfondirle e di presentarle, anziché con la consueta parafrasi, tramite una serie di immagini opportunamente realizzate ed accostate fra loro. Ovviamente tutto ciò era preceduto da uno studio accurato del testo e dall'elaborazione di una vera e propria sceneggiatura (oggi l'avremmo chiamata storyboard) che potesse guidare i pochi fortunati possessori di macchine fotografiche nella realizzazione delle immagini. L'intento didattico, ispirato alla corrente pedagogica dell'Attivismo di J. Dewey allora in voga, era quello di presentare i testi da studiare sotto una forma più accattivante, certo, ma anche quello di introdurre gli alunni ad un linguaggio di tipo diverso, più moderno, quello fotografico, ponendo in atto una modalità che oggi verrebbe detta «laboratoriale». In altri articoli il nostro autore si pone anche il problema di costituire una vera e propria grammatica del racconto per immagini: analogamente al linguaggio verbale, formato da parole, sintagmi, proposizioni, frasi, quello fotografico usa le immagini come parole (come non risentire in questo l'insegnamento di Luigi Crocenzi, che parlava di parole-fotogrammi), sottolineando però come tutto ciò avesse bisogno anche di una opportuna riflessione teorica.